(...)“Panta rei” diceva il poeta, “tutto scorre”. Di questo principio i
napoletani ne hanno fatto un’arte, una sublime capacità di
assaggiare le bellezze e di coglierne ciascun elemento con la calma
e la passione che solo loro possono avere. La serenità degli
sguardi, delle riflessioni traspare colorita nelle parole e nei pensieri
di questo libro, espressione della veracità, intesa come sentimento
profondo, che solo un figlio del popolo come Giuseppe può
infondere al lettore. Leggendo questi pensieri del poeta viene alla
luce una grossa verità. Il linguaggio aulico ben poco si sposa con la
genuinità dei sentimenti e l’utilizzo di frasi maccheroniche per
descrivere emozioni così profonde che fanno parte e costituiscono
la nostra anima diventa lo strumento unico ed insostituibile per
trasmettere al lettore l’intensità e le sfumature di un vissuto che
certamente appartiene al poeta come fonte di ispirazione ma che
trasmigra nell’intimo quasi come la visione di un dipinto dei migliori
pittori romantici.(...)