E’ una storia lunga 1200 anni quella di Inzago. I primi documenti
dove è citato il paese, chiamato a quel tempo Aniciaco, risalgono,
infatti, all’848. Solo 48 anni prima, a Roma, Carlo Magno era
stato incoronato imperatore da papa Leone III, che aveva fatto
così “risorgere” l’impero. Questo primo documento legato a
Inzago, chiamato di volta in volta, nel corso dei secoli,
Anticiacum, Antiziagum, Anticiaco, Antiziago e Aniciaco
riguarda la compravendita di molti terreni fatta dall’abate
Andrea del monastero di Sant’Ambrogio di Milano. Possiamo
quindi immaginarci il primo nucleo del paese, oggi
caratterizzato dal corso del naviglio, come un villaggio agricolo
con case, orti, pascoli e boscaglie, e così deve essere stato
ancora al tempo in cui fu redatto un altro importante atto giuridico
che riguardò il paese, come il testamento del vescovo Garibaldo
risalente all’870. In quell’atto, il prelato legò l’ospedale, a ingenti proprietà
terriere che avrebbero dovuto permettere, grazie alle rendite, di aiutare il maggior numero possibile di
poveri, pellegrini e mendicanti. L’ospedale, uno xenodochio da lui fondato per la cura dei pellegrini,
rappresentava nell’alto medioevo, la forma prevalente di ospitalità, che era stata istituzionalizzata dalla
chiesa, dopo il riconoscimento del cristianesimo da parte dello Stato. Nati in un primo tempo per
ospitare i pellegrini e i viaggiatori, diretti ai Santuari e ai maggiori luoghi di culto, gli xenodochia
finirono poi per assistere sempre di più i vecchi gli orfani e i malati. Un altro documento importante
riguardante Inzago, risale all’893 quando sono elencate le proprietà del Monastero di Sant’Ambrogio
acquistate nell’848, ed è sempre per una disputa intorno ai terreni del monastero milanese di
Sant’Ambrogio che, nel 1102, Inzago torna a far parlare di sé nei documenti dell’epoca. Mentre a
Inzago si litiga per lo sfruttamento di alcuni possedimenti, nel resto del mondo cristiano si guarda alla
Terrasanta. Gerusalemme è stata, infatti, riconquistata dai crociati guidati da Goffredo da Buglione
solo tre anni prima della disputa inzaghese, nel luglio del 1099. Al tempo delle crociate il territorio di
Inzago fa parte del Sacro Romano Impero, ed è proprio l’imperatore Enrico V, a riconoscere ai monaci
di Sant’Ambrogio il diritto di foraggio nel territorio di Inzago. Altre notizie su Inzago compaiono nel
1232, quando l’abate Ardengo Visconti concede alcune garanzie agli inzaghesi, e nel 1295. Nel 1443
la decisione di Filippo Maria Visconti di creare un canale con le acque dell’Adda, cambierà per sempre
la storia e il volto di Inzago che sarà interessato dalla costruzione del naviglio Martesana. Un’opera
che vedrà tra gli ingegneri ducali, incaricati del progetto, anche Cristoforo da Inzago. Nel 1576 il nome
di Inzago è affiancato a quello di San Carlo Borromeo, che esortò gli inzaghesi ad avere più cura delle
loro chiese. Il periodo a cavallo tra il XVI e il XVII secolo fu molto duro per Inzago e i suoi abitanti, che
furono duramente colpiti da due epidemie di peste. Quella del 1576 e quella del 1630, descritta dal
Manzoni. Due epidemie che falcidiarono la popolazione di Inzago tanto che una via del paese fu
chiamata “Cantun pelaà” perché nessuno dei suoi abitanti era sopravvissuto al morbo. E’ intorno al
XVII secolo che lungo le rive della Martesana iniziano a sorgere le ville estive della nobiltà milanese,
mentre sul canale viaggiano alcuni personaggi, protagonisti della storia. Come Carlo Borromeo e tutti
gli arcivescovi milanesi, che grazie alla Martesana, raggiungevano la villa arcivescovile di Groppello,
Gabrio Serbelloni, Maria Anna d’Asburgo nel 1649 e Elisabetta Cristina duchessa di Braunschweig-
Wolfenbüttel, futura moglie dell’imperatore Carlo VI e madre di Maria Teresa d’Austria, che nel 1708
salpò da Trezzo per raggiungere Milano. Ma la Martesana vide solcare le sue acque anche da altri
personaggi illustri come Alessandro Manzoni, Cesare Beccaria, Giuseppe Parini e Luigi Marchesi che
alla fine della sua carriera artistica, si ritirò nella sua villa di Inzago. Proprio Luigi Marchesi dispose
che, alla sua morte, i suoi beni fossero utilizzati per la costruzione di un ospedale. Nell’800 Inzago si è
trasformato. Da paese agricolo, è diventato luogo di villeggiatura, e un importante centro per l’industria
della seta. Nel corso del XIX secolo, Inzago lasciò la sua impronta anche su uno degli eventi più noti
del Risorgimento, come la campagna di Giuseppe Garibaldi, che vide tra le sue fila ben 14 inzaghesi.
La fine dell’800 e l’inizio del ‘900 videro crescere a Inzago le opere in campo sociale. Come l’asilo,
realizzato nel 1884 ed eletto ente morale quattro anni dopo, e il pellagrosario, un ospedale per la cura
della pellagra, inaugurato nel 1890 su un terreno concesso dal deputato inzaghese
Giovanni Facheris,
e funzionante fino al 1920. Il periodo tra la fine del XIX e il XX secolo porta alcuni cambiamenti nella
società inzaghese. Il paese si trasforma e da borgo prevalentemente agricolo, le cascine che
testimoniano questo passato, sono ancora molte sul territorio, Inzago si trasforma in un centro dove
fioriscono attività commerciali artigianali e industriali. L’agricoltura perde il suo primato e si sviluppa il
fenomeno del pendolarismo verso Milano. Il XX secolo, è ovviamente caratterizzato dalla Prima
Guerra Mondiale, che costò la vita a molti inzaghesi, dal Fascismo, dalla Seconda Guerra Mondiale e
dalla Resistenza, che segnarono la prima metà del secolo. Poi, con il dopoguerra, riprendono le
attività commerciali e industriali che saranno prevalenti fino a pochi anni or sono, quando iniziano a
mostrarsi anche in paese, alcuni aspetti della società post-industriale. La recentissima crisi economica
mondiale, ha provocato pesanti ripercussioni anche in paese.